Il progetto nasce con l’obiettivo di favorire lo sviluppo delle attività turistiche connesse alla fruizione del fiume Ticino.

L’occasione della riqualificazione del Lido di Pavia, una struttura degli anni ’60 ormai inutilizzata, si trasforma nell’opportunità di realizzare un complessivo intervento di infrastrutturazione delle aree lungo il Ticino, che favoriscano la fruizione della zona ed incentivino la nascita di attività economiche legate al turismo.

Il progetto tiene conto delle specificità dell'area con forte valenza naturalistica e dei rilevanti valori ambientali presenti che rappresentano una ricchezza da preservare e da valorizzare.

Vengono inoltre valutate le limitazioni all’intervento derivanti dalle periodiche esondazioni del fiume e dalle restrizioni operative insorte dalle normative del Parco del Ticino.

Il percorso progettuale si svolge tra esigenze di conservazione, riqualificazione ambientale ed utilizzo di nuove tecnologie, con il contemporaneo obiettivo di infrastrutturare un’area ad alta potenzialità d’uso, direttamente connessa con la città.




L’area del Lido di Pavia, struttura per il tempo libero realizzata nei primi anni ’60 e successivamente dismessa, si trova sulla sponda destra del Ticino, a margine della città. Lungo la stessa sponda esistono due strutture private molto frequentate ed un piccolo parco urbano (area Vul).



Il progetto affronta alcuni temi fondamentali:


L’accessibilità

L’intervento prevede la realizzazione di una passerella ciclo-pedonale “agganciata”al ponte della tangenziale ovest che permetterà un collegamento diretto tra la sponda sinistra e la sponda destra del Fiume in corrispondenza con l’area del Lido.

La realizzazione di questo manufatto è in grado di rivoluzionare l’accessibilità del Lido da Pavia, creando nuovi e più diretti collegamenti ciclabili e pedonali. Questo percorso ed un nuovo sistema di parcheggi è inoltre in grado di moltiplicare l’uso potenziale dell’area del Lido.


L’ integrazione con le strutture esistenti

Aspetto fondamentale del progetto è il riutilizzo, l’integrazione e la realizzazione di infrastrutture di supporto, utili per l’aumento della fruibilità di tutta la zona in cui è situato il Lido di Pavia.

Un obiettivo del progetto è infatti quello di contribuire alla creazione di una nuova rete infrastrutturale in grado di migliorare l’accessibilità non solo del Lido, ma anche delle altre aree poste lungo il fiume Ticino.


La creazione di percorso di connessione lungo il fiume

Un altro elemento infrastrutturale in grado di trasformare l’accessibilità del Lido è la realizzazione di un percorso pedonale tra l’area Vul, un parco urbano prossimo alla città, ed il Lido stesso.

Si tratta in realtà di completare ed attrezzare un percorso che già oggi esiste quasi nella sua totalità e che è in grado di trasformare l’organizzazione dei collegamenti urbani lungo il fiume, trasformando l’area del Lido in un vero e proprio terminal per il tempo libero.

Lungo questo percorso è inoltre possibile ipotizzare la realizzazione di altri punti sosta che configurino un vero e proprio asse attrezzato che si avvantaggerebbe del nuovo attraversamento ciclo-pedonale previsto a fianco del ponte della tangenziale, creando un inedito circuito per l’utilizzo del Fiume.


La realizzazione di nuove strutture per il tempo libero

Per quanto riguarda le strutture per il tempo libero, si è pensato alla realizzazione di un bar-ristorante, di una spiaggia pubblica lungo il fiume a cui sono connessi spazi per la sua fruizione, spazi per l’affitto di biciclette, canoe, spazi di sosta per pic-nic e ad una piscina estiva.

Poiché l’area di intervento è situata in una zona ad alto rischio di alluvione, le nuove strutture  sono realizzate con gli accorgimenti atti ad evitare i danni in caso di piena.

Si è pensato quindi di utilizzare strutture galleggianti o comunque rialzabili in caso di esondazione del fiume.


La previsione di un parcheggio in sponda sinistra

Nel progetto è stata sviluppata l’ipotesi di creare un parcheggio sulla riva opposta nel quartiere urbano di Pavia Ovest, a ridosso della chiesa medioevale di S. Lanfranco.

Si tratta di realizzare un parcheggio veicolare che permetta un agevole accesso al fiume e, attraverso una passerella ciclo-pedonale, colleghi la sponda sinistra del fiume a quella destra nei pressi dell’ingresso all’area del Lido.


La riqualificazione ambientale

L’intervento di valorizzazione del Lido si distingue anche per gli aspetti legati al recupero ambientale.

Si tratta in questo caso di valorizzare le potenzialità della sponda del fiume e di rimuovere gli elementi di degrado dovuto all’abbandono ed agli interventi recenti di trasformazione con la realizzazione del ponte della tangenziale.

Per quanto riguarda gli aspetti di recupero ambientale si è inoltre attivato il rapporto con il Parco del Ticino, che da anni è impegnato nel processo di rinaturalizzazione delle cave di inerti a ridosso dell’area del Lido.



Il progetto si innesta su consistenti elementi dello stato di fatto: una situazione morfologica e vegetazionale tipica degli ambiti fluviali che degrada in un greto ghiaioso-sabbioso, precisi ambiti di percezione visuale da non alterare e la presenza della struttura edilizia degli anni ’60 che ha, in un certo senso, “storicizzato” la propria immagine.




Il progetto per il recupero dell’area è rivolto alla riqualificazione funzionale della zona del Lido attraverso interventi specifici, tesi a valorizzare e ripristinare tutte quelle componenti e peculiarità fisiche  che definiscono la struttura e la qualità del contesto ambientale.

Tali interventi si articolano quindi rispetto ai seguenti temi:

- recupero e riqualificazione naturalistica; 

- mitigazione dei fenomeni di degrado e conflitto, soprattutto in relazione alla prossimità di infrastrutture;

- definizione di nuove modalità di uso ricreativo dell’area che contemporaneamente  ne valorizzino i valori ambientali.



Planimetria di progetto dell’area del lido


La riqualificazione della vegetazione esistente

Tenuto conto dell’evoluzione della vegetazione e degli obiettivi di miglioramento  delle condizioni attuali, sono necessari  diversi interventi  finalizzati al miglioramento del patrimonio esistente.


Gli interventi, in particolare riguarderanno:

il recupero qualitativo dell’attuale copertura vegetale che insiste sull’area di intervento, mediante graduale sostituzione con specie autoctone delle dominanze di robinie. Una ulteriore finalità nelle modalità di inserimento di nuovi elementi vegetali é data dalla necessità di miglioramento forestale della copertura attuale e la progressiva creazione di bosco ripariale di interesse ecologico e naturalistico. Al fine di aumentare ed arricchire la complessità dei popolamenti vegetali tipici degli ambienti si procederà all’ introduzione di specie arboree ed arbustive appartenenti alla vegetazione più evoluta della zona. Si prevede così la ricostruzione degli originari alneti ed ontaneti caratteristici degli ambiti fluviali in associazione con i saliceti ed i pioppeti presenti diffusamente nell’area. In particolare verranno privilegiate sistemi di rinaturazione eseguite con la tecnica delle macchie seriali, introducendo quindi all’interno delle strutture arboree esistenti i diversi stadi evolutivi della serie di vegetazione di riferimento. In questo modo si ricrea una varietà di habitat favorevoli anche al miglioramento faunistico dell’area.

nuovi interventi di piantumazione  finalizzati anche alla definizione di migliori  condizioni di  percezione  degli elementi morfologici,  vegetazionali e di interesse paesaggistico dell’area circostante, valorizzando così gli elementi di maggiore interesse e nel contempo mitigando gli elementi di disturbo ed intrusione visiva. In particolare emerge la necessità di mitigare gli impatti derivanti dall’eccessiva prossimità  con le   infrastrutture viarie, quindi sia dal punto percettivo che acustico.

Anche le nuove piantumazioni seguiranno il criterio di massimizzazione della biodiversità e di utilizzo di specie essenzialmente autoctone, sia arboree che arbustive, favorendo soprattutto la creazione di siepi miste.

il controllo dell’invadenza di rovi e delle specie infestanti attraverso la loro profilatura mediante decespugliazione meccanica e manuale, l’inserimento di adeguate essenze nei raggruppamenti attuali, la messa in opera di interventi finalizzati ad un azzeramento di queste presenze mediante la sostituzione con essenze di maggiore pregio e interesse.

eliminazione  e abbattimento selettivo degli individui arborei morti o in via di sradicamento, soprattutto lungo il fiume in quanto possono ostacolare il regolare deflusso dell’acqua.


I parcheggi

Il progetto prevede di favorire l’accessibilità al Lido attraverso la creazione di due parcheggi posti in aree esterne agli ambiti più naturalistici dell’area. Il parcheggio del Lido viene localizzato in prossimità del sottopassaggio della tangenziale, in un’area attualmente utilizzata per la pioppicoltura. L’area di parcheggio è stata progettata cercando di limitare il più possibile il suo impatto attraverso l’uso di pavimentazione in terra battuta stabilizzata e di macchie arboree e siepi come elementi di disegno e suddivisione degli spazi per le auto. Quest’area prevede anche alcuni spazi per i pullman delle scolaresche che verranno a visitare il laboratorio didattico ed il parco.  Lungo tutto il viale delle Querce che conduce all’edificio del Lido saranno posizionati diversi cartelli che descrivono sia le attività presenti all’interno dello spazio del Lido, sia gli elementi di interesse naturalistico presenti nella zona.

Il secondo parcheggio è previsto in sponda sinistra del fiume, in prossimità del cimitero di Lanfranco. L’accesso al lido sarà garantito dalla realizzazione di una passerella ciclo-pedonale lungo l’attuale ponte della tangenziale.

La progettazione di questo nuovo parcheggio risulta funzionale anche alla struttura cimiteriale di cui si prevede un ampliamento e del quale si è tenuto conto anche nel progetto di definizione degli spazi. La localizzazione dell’area comporta anche la riprogettazione della viabilità di accesso al parcheggio. A tal fine si è ripreso il vecchio tracciato della strada che si allontanava leggermente dall’attuale ingresso e  si è prevista la realizzazione di una rotatoria di svincolo per assicurare un più facile accesso all’area.

Nello stesso tempo si è pensato di definire anche un’area di ingresso pedonale che rappresentasse un segno forte di ingresso al Lido stesso. Una piccola piazzola circolare segna la partenza del percorso sottolineato da un filare di Aceri che conduce fino alla passerella ciclopedonale  per il lido ed alla scalinata che conduce invece alla sponda sinistra del fiume.


I percorsi pedonali

La fruizione pubblica di tutta l’area è assicurata dalla realizzazione di due percorsi ciclopedonali principali che conducono alla spiaggia e all’edificio. Il sentiero è realizzato in terra stabilizzata tipo “glorit”. La dimensione della strada, di circa 2m, permette di essere utilizzata anche dai mezzi meccanici usati per la manutenzione di tutta l’area.

Anche nella zona di Lanfranco, come abbiamo detto una scalinata ed un percorso ciclopedonale, sulla sede  dell’attuale strada, assicurano l’accesso ed il collegamento ai percorsi presenti su questo lato del fiume, dove si prevede la localizzazione di un barcone didattico. Attualmente il superamento della lanca esistente è garantito da un precario manufatto in legno, situato proprio in prossimità di uno scarico di acque reflue. E’ prevista la realizzazione di un ponticello in legno più a valle.


Le aree gioco e spazi di sosta

La localizzazione delle diverse funzioni didattico-ricreative previste all’interno dell’area privata del Lido è stata definita in base alle diverse fasce di età e al grado di disturbo che possono arrecare in relazione non solo alle attività presenti ma anche alle esigenze dell’ambiente naturale che si intende tutelare e rispettare.

L’area gioco per i più piccoli, dunque per i bambini di età compresa fra i due e gli otto anni, è stata prevista in corrispondenza del bar all’aperto e quindi vicino ad un luogo dal quale i genitori possono controllare bene i bambini.

Sul lato opposto dell’edificio, ma sempre in posizione ben visibile anche dalla spiaggia è situata la rete spaziale per i bambini fino ai tredici anni. Per la stessa fascia di età è prevista la realizzazione di una particolare pista per mountain bike costituita da dislivelli ed ostacoli in legno, da posizionare solo nel periodo estivo. I bambini in questo caso sono più autonomi, ma lungo il tracciato sono previste panchine e aree di sosta informale per bimbi e genitori.

Per i ragazzi e gli adulti si prevede la realizzazione di un campetto polivalente per il gioco del calcetto, del basket e tennis. La sua collocazione è distante dalle attività per i più piccoli e completamente immersa nel verde della vegetazione esistente, che ne attutisce anche il probabile disturbo.

All’esterno dell’area recintata del lido è previsto un campo di beach volley, collocato dunque sulla spiaggia. In posizione speculare è previsto il barcone-piscina.

Un’area pic-nic è individuata nella zona più a nord dell’area. Un pergolato in legno e muratura, situato in prossimità dell’edificio, contiene il barbecue, mentre i tavoli sono sparsi all’interno del bosco di Tigli esistente.


La riqualificazione dell’edificio del Lido di Pavia

L’edificio, progettato nel 1957 e ultimato nei primi anni ’60 ed abbandonato da tempo, presenta un diffuso stato di degrado; solo la struttura, in parte da consolidare, mantiene integre le proprie caratteristiche.

Si è optato per un intervento radicale di riqualificazione anche in considerazione delle specificità funzionali e dell’adeguamento alle normative vigenti.


L’immagine dell’edificio, che dialoga  con il corso d’acqua antistante, riflette le funzioni all’interno del complesso senza peraltro stravolgere gli elementi fondamentali del linguaggio architettonico del costruito quali la leggerezza strutturale, i giochi di sporgenze e la particolare geometria della copertura, tutti elementi rimasti, nei rapporti, pressoché immutati.



L’intervento, pur lasciando sostanzialmente invariato il piano terra, con la sola aggiunta di una quinta architettonica (che permette lo scarico delle zone superiori), prevede, al piano primo, la demolizione di tutti i tamponamenti e la rimozione delle parti non strutturali dell’edificio


Il progetto di riutilizzo e recupero dell’edificio del Lido di Pavia


I nuovi tamponamenti, con finitura in pannelli di alluminio bianchi che si alternano a parti grigliate e ad ampie vetrate, definiscono gli ambiti funzionali.

Oltre agli spazi accessori (cucine, servizi), le parti principali del nuovo assetto dell’edificio sono studiate secondo il criterio della polifunzionalità e dell’ottimizzazione dell’uso.

La zona bar-ristorante espositivo, sicuramente il cuore dell’intervento, è stata concepita come un’area adattabile a più funzioni e potenzialmente in grado di sostenere, grazie alla conformità e tipologia dei tamponamenti esterni nonché alla diversificazione dei materiali, la compresenza di attività ricreative e culturali che potrebbero produrre interessanti commistioni.

La sala ristorante condividerà i suoi spazi con una mostra permanente di oggetti e immagini legate alla storia e alle fondamentali funzioni svolte dai fiumi in generale e dal Ticino in particolare; saranno inoltre disposti degli schermi che proietteranno, in diretta, eventi naturalistici del luogo.


La nuova immagine dell’edificio del Lido.

In primo piano, sul lato a fronte del fiume, la barca che contiene gli impianti tecnologici



Il pontile esterno che abbraccia l’intero fabbricato al primo piano, è stato ampliato, di circa 120 cm, con una sovrastruttura metallica molto leggera che, dal basso, lascia intravedere il rivestimento in doghe di legno mineralizzato, usate come pavimentazione del pontile e tale, in forma e colore, da definire precisamente i confini delle nuove forme architettoniche.

Verso nord e quindi verso il fiume, per circa due metri, il pontile, è stato inglobato in un sistema di zanzariere così da poter diventare l’appendice esterna del ristorante nelle ore serali.

Dal pontile si scende alla rena tramite due scale a sud ed una lunga rampa verso il fiume, necessaria al superamento delle barriere architettoniche.

La scelta dei materiali, strettamente connessa con le particolari condizioni idrologiche, pur proponendo soluzioni tecniche innovative si rapporta direttamente con le tipologie di materiali tradizionali dei luoghi d’acqua; così le lastre metalliche (i pannelli di alluminio che fasciano l’edificio sia al piano terra che al primo piano), il vetro e il legno, oltre a garantire la minor aggressione e la più veloce pulitura dopo le piene fluviali, evocano un’idea di “attracco” confortevole sul Ticino.

Improntata da una parte all’abbattimento dei consumi e al riutilizzo delle energie tradizionali e dall’altra all’utilizzo delle energie alternative, l’impiantistica oltre ad essere fortemente innovativa ed in parte sperimentale si integra perfettamente con l’architettura diventandone, in alcuni casi, parte costitutiva.

La necessità di risolvere il problema dei frequenti allagamenti dovuti alle piene del Ticino e di proteggere le parti più vulnerabili degli edifici di servizio, ha condotto all’idea di trasferire tutti gli impianti su elementi galleggianti.


La barca con mulino per la produzione di energia elettrica

Il barcone é posizionato in acqua a circa 2/3 metri dalla sponda sinistra a monte del ponte della tangenziale in corrente.

L'imbarcazione è collegata a riva tramite una passerella mobile.

Il barcone è ancorato a riva tramite due pali distanziatori in tralicci metallici e cavi in acciaio di sicurezza agganciati su verricelli posizionati a prua della barca.

L'imbarcazione ha lo scopo principale di produrre energia elettrica tramite l'utilizzo di un mulino azionato dalla corrente del fiume.

Al suo interno sono posizionati i motori e le tecnologie necessarie alla produzione di energia, ed internamente alla sala potrà essere allestita una mostra fotografica permanente sulla storia della navigazione fluviale locale.



Il barcone a servizio dell'edificio

Il barcone sarà posizionato su terra a sud dell'edificio del Lido nel cortile di proprietà.

Essendo l'area soggette a esondazione del fiume Ticino, la barca sarà comunque agganciata tramite cime e pali in ferro/acciaio di altezza variabile opportunamente fondati al terreno. I pali dovranno essere dimensionati al fine di poter tenere ormeggiata la barca durante le esondazioni; le cime dovranno essere facilmente regolabili al fine di seguire gli spostamenti verticali regolati dai flussi di eventuali piene.


Il progetto del “barcone tecnologico” a servizio dell’edificio ancorato sulla riva sinistra


La parte inferiore dello scavo dovrà essere adibita a deposito invernale per le attrezzature dell'area "Lido".

Al piano "rialzato" dell'imbarcazione verranno posti i servizi ad utilizzo dell'edificio del "Lido" e dell'area naturalistica del Parco della Valle del Ticino, in particolare servizi igienici, spogliatoi ed una sala didattica.

Al piano primo del barcone verrà realizzata una sala per il funzionamento delle tecnologie e degli impianti speciali e saranno collocati i pannelli termici e fotovoltaici


Una seconda serie di pannelli questa volta fotovoltaici sarà posizionata a grappolo sui paloni di ancoraggio della barca.


Il collegamento ciclopedonale Area Vul - Lido

E’ stato previsto un percorso che attraversa tutta l’area lungo la sponda destra del fiume, dal ponte Vecchio sino al Lido, per un’estensione di circa 3000 ml. Questo tracciato alternativamente si avvicina e si allontana dalla riva, offrendo occasioni di scorci diversi sul fiume e attraversa aree a differente destinazione d’uso, offrendo vedute su varietà di ambienti e paesaggi.

Per la realizzazione si è scelta una pavimentazione con caratteristiche naturali (glorit) tali da permettere un basso impatto ambientale - visivo e una buona funzionalità.


        Il sistema di discesa dal terrapieno della passerella pedonale sul Ticino


Il progetto prevede il superamento del fiume “agganciando” una passerella ciclo-pedonale metallica al ponte esistente della Tangenziale Ovest di Pavia.

La passerella, della larghezza di mt. 2.40, parte dal futuro parcheggio di San Lanfranco e dopo un primo tratto in rilevato si aggancia al ponte per poi scendere e raccordarsi con la quota più bassa della sponda destra.

Lo snodo di collegamento tra terrapieno e ponte viene sostenuto tramite una serie di pilastri che partono dalla quota terreno da un unico plinto di fondazione e a raggiera sorreggono il tratto di passerella.




Una volta terminato il tratto in aderenza al ponte e sorpassato lo scatolare in cemento armato dove ha sede la strada carrabile di accesso all'area, la passerella inizia a scendere e a raccordarsi con la quota del parcheggio di progetto in riva destra.

Il tratto a cielo aperto sarà dotato superiormente di protezione con grigliato metallico e rampicanti a formazione di barriera visiva e al rumore.

Il raccordo tra percorso e terreno è stato previsto in corrispondenza del viale abbandonato di accesso al Lido, riutilizzando e rivalorizzando così i filari alberati esistenti.

L’immagine della nuova passerella pedonale avrà un carattere eminentemente “tecnico”.

Il percorso è pavimentato con elementi di cemento prefabbricato con bolle antiscivolo ricavate in negativo.

La struttura portante della passerella sarà realizzata con profilati metallici sagomati “a L” agganciati al ponte e profilati perpendicolari di collegamento.

 
Progetto di riqualificazione del lido di Pavia
Progetto definitivo
2002
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Progetto definitivo (2002): BCG Associati, Arch. Massimo Giuliani con geom. M. Pecchio

Consulenza per gli aspetti pedagogici e ludici: Dott. A. Acerbi, Dott.ssa D. Martein

Progetto architettonico edificio: Studio Bariani - Mazza

Progetto architettonico passerella: Arch. Andrea Colombo

Progetti strutturale: Ing. C. Marabelli

Analisi ambientale e sistemazioni esterne: Arch. Michele Monte

Progetto impiantistico edificio: Meti s.r.l.

Stima dei lavori e analisi prezzi: Ing. Sergio Panarese

Analisi catastali: Geom. Massimo Picchi

Collaboratori: Arch. Cristina Daturi

Massimo Giuliani architetto - Pavia via Treves, 2 - tel 0382.572763 - fax 0382.479455

P.IVA 01765820186

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