La principale piazza storica di Pavia (piazza della Vittoria) posta all’incrocio degli assi dell’originario tracciato romano, ha ospitato per secoli la chiesa medievale di S.Maria Gualtieri, fondata prima del 1000 e ampliata un secolo dopo.

Negli anni Settanta un progetto di restauro l’ha riportata alla sua identità, sottraendola  all’intreccio di edifici che l’avevano trasformata nel tempo; nel 1990 è stato avviato un progetto di recupero e riuso che l’ha restituita all’uso pubblico con una destinazione diversa e sofisticata, attraverso un intervento che si configura anche come un episodio di riqualificazione urbana.

La realizzazione di questo progetto indica un percorso possibile per il recupero funzionale del patrimonio storico della città, in questo caso di Pavia, in sintonia con le esigenze di conservazione e di riutilizzo delle strutture pubbliche.



La storia dell’edificio


La chiesa fu consacrata da Papa Urbano II nel 1096 e mantenne la funzione religiosa per sette secoli; dopo la soppressione della parrocchia nel 1798 e per tutto il XIX secolo, l’edificio religioso fu progressivamente trasformato all’uso residenziale con modifiche radicali: le volte originarie vennero parzialmente demolite per fare posto a solai piani e scale, mentre il fronte fu completamente modificato ed assimilato a quello degli edifici civili prospicienti  piazza della Vittoria.



       Edificio nel quale, prima dei restauri, era inglobata la chiesa     




Navata centrale durante i lavori di restauro con

la demolizione dei setti murari ottocenteschi 



Nel 1975, anno di inizio del restauro (a cura dell’arch. Piero Gazzola e arch. Libero Cecchini, con la collaborazione di Alberto Guizzardi), fu evidente l’entità delle trasformazioni subite, non limitate al volume interno della chiesa ma estese ai profili delle coperture, ai pilastri, alla facciata.

Attraverso una campagna di sondaggi si rilevò che, nonostante le trasformazioni, quasi tutto l’edificio ecclesiastico originario era stato mantenuto e fu possibile comprendere  gran parte delle modifiche succedutesi dalla sua fondazione.




Il progetto di restauro ha quindi potuto recuperare lo spazio architettonico interno con la ricostruzione delle volte e dei pilastri demoliti nel corso delle trasformazioni ottocentesche e di riportare il fronte alla composizione originaria.




Ricostruzione delle volte - la centinatura delle nervature


Completato il restauro dell’edificio si è posto il problema di come riutilizzarlo; con il progetto di riuso dell’edificio redatto dallo studio BCG Associati su incarico del Comune di Pavia, si è definita una nuova destinazione d’uso a sala polifunzionale per attività culturali, dettata dalla carenza di spazi pubblici nella città e dalla posizione strategica dell’edificio, situato all’estremità nord della piazza urbana principale.



La complessità del riuso in un edificio monumentale


Le diverse ipotesi progettuali elaborate hanno dovuto tenere conto di condizioni apparentemente contrastanti: da una parte il valore monumentale dell’edificio, che ne determina la scarsa flessibilità soprattutto riguardo agli adeguamenti necessari per l’utilizzo pubblico in conformità alle normative vigenti  di sicurezza; dall’altra parte il valore di posizione, la qualità e rappresentatività  della costruzione che ne suggerivano un’intensa fruizione per funzioni pubbliche di pregio, oltre alla conseguente necessità di rendere disponibile per la città un contenitore flessibile al mutare delle esigenze d’uso.

L’organizzazione dello spazio interno ha previsto la suddivisione in due zone funzionali principali: la prima, concettualmente simile a un palco, destinata ad ospitare alternativamente il tavolo dei relatori, i gruppi musicali ecc.; una zona per il pubblico, corrispondente alla navata principale e alle due navate laterali che fungono da spazio di distribuzione, con 90 posti a sedere.

Nella zona absidale è stato alloggiato il quadro di controllo degli impianti di riproduzione video e audio, mentre a  scomparsa nel pavimento, sono installati gli apparecchi di proiezione e lo schermo mobile di grandi dimensioni. I servizi sono stati realizzati al piano inferiore.

Nell’ambiente corrispondente all’antica sagrestia è stato realizzato uno spazio per attività pubbliche indipendenti, che viene utilizzato come “centro di informazione urbana”.

Sulla base di questa articolazione degli spazi, l’ambiente potrà essere trasformato a necessità in sede di conferenze e dibattiti, sede di concerti, spazio espositivo e per proiezioni.





Lay-out per l’utilizzo della chiesa come sala conferenze




Lay-out per l’utilizzo della chiesa come sala di ascolto musicale e per piccoli concerti




Lay-out per l’utilizzo della chiesa come sala mostre




Lay-out per l’utilizzo della chiesa come sala per proiezioni audiovisive



Gli elementi di arredo dell’ex chiesa sono volutamente limitati, chiaramente sovrapposti alla struttura muraria e mobili.

Sono stati studiati una serie di pannelli ripiegabili, contenenti ulteriori pannelli espositivi da utilizzare, se necessario, al centro della navata principale qualora lo spazio venga utilizzato per l’allestimento di mostre; i singoli pannelli, che nella configurazione minima sono collocati lungo le pareti delle navate laterali, sono dotati di un proprio impianto di illuminazione e presentano una foratura regolare sul lato esterno, necessaria ad alloggiare i supporti per l’esposizione delle diverse opere.




Il sistema dei pannelli espositivi laterali



Il progetto di riuso ha conciliato la conservazione dell’edificio con la destinazione  pubblica e l’esigenza di garantire una buona flessibilità d’uso degli spazi, ricorrendo a soluzioni progettuali particolari e a tecnologie sofisticate.

Gli impianti tecnologici di riproduzione dell’immagine e del suono, che costituiscono il vero cuore funzionale dell’intervento, sono completamente realizzati “ a scomparsa” utilizzando i dislivelli del pavimento. Ciò  permette di garantire un’ottima fruibilità ma allo stesso tempo di poter apprezzare in ogni momento la struttura architettonica, i volumi e l’apparato decorativo.

Sulla piattaforma absidale, corrispondente al livello originario dell’altare,  è collocato un pannello che restituisce la forma originaria dell’abside medievale e ha la funzione di schermare lo spazio tecnico riservato al controllo degli impianti tecnologici e di riproduzione audio e video.

La piattaforma è dotata di parti mobili a scomparsa per l’alloggiamento dei riproduttori video e, nelle navate laterali, per la collocazione dei riproduttori audio.

La base della piattaforma, che contiene le stratificazioni archeologiche rinvenute durante i lavori, è stata chiusa con un vetro calpestabile che consente la visione dei resti.

        


Vista dell’interno con diaframma nella zona di ingresso




Particolare della pavimentazione trasparente in corrispondenza dell’altare



Vista dell’interno con il diaframma absidale



Sistema di illuminazione delle volte



Speculare a questo sul lato opposto della chiesa è stato prevista un’altra struttura a schermatura dell’ingresso, che evita l’accesso diretto alla sala: il diaframma è interrotto al centro da una feritoia, che consente di percepire appena entrati il volume della chiesa.



La riqualificazione dello spazio esterno


Un altro e importante obbiettivo progettuale è stato quello di riqualificare lo spazio esterno della chiesa per sottolineare anche in termini di qualità urbana la nuova funzione pubblica del monumento.

La riqualificazione esterna ha previsto il rifacimento del sagrato con cui si è riportato il livello della pavimentazione della chiesa a quello della piazza, eliminando il marciapiede preesistente che costituiva inoltre una barriera architettonica.

Il disegno pavimentale è stato realizzato in granito e ciottoli, materiali tipici della piazza.


     


Foto del fronte verso piazza della Vittoria con il nuovo  sagrato



La riqualificazione dello spazio esterno è stata completata con la riprogettazione del percorso pedonale lungo il lato sud della chiesa, inglobato in un grande e anonimo condominio realizzato nel dopoguerra con uno sventramento del tessuto storico. E’ stata così realizzata una nuova copertura leggera sorretta da un colonnato metallico centrale, che accompagna il percorso lungo il fianco della chiesa, schermando allo stesso tempo l’edificio adiacente.



Il nuovo passaggio protetto lungo il lato sud




 
Progetto di recupero e riuso della chiesa di Santa Maria Gualtieri - Pavia
Progetto e DL
torna alla sezione architetturaArchitettura.html
Architettura.html
torna alla sezione architetturaArchitettura.html
Architettura.html

Progetto di sistemazione interna e esterna e Direzione Lavori (1988-1991):

BCG Associati (Archh. C.Baracca, G.Corioni, M.Giuliani)


Collaboratore: arch. Ivo Cassetta

Massimo Giuliani architetto - Pavia via Treves, 2 - tel 0382.572763 - fax 0382.479455

P.IVA 01765820186

Accedi alla galleria fotograficaGalleria/Pagine/S.Maria_Gualtieri_Pavia.html
Accedi alla galleria fotografica del progettoGalleria/Pagine/S.Maria_Gualtieri_Pavia.html
HOMEMassimo_Giuliani_architetto.html
ArchitetturaArchitettura.html
UrbanisticaUrbanistica.html
GalleriaGalleria/Galleria.html
Lo studioBiografia.html
ContattiContatti.html